Sistemi di Informazione Creditizia (SIC), importanti chiarimenti del Garante Privacy
Cosa sono i Sic? Quali informazioni trattano e per quanto tempo? Chi può consultarli? Quali diritti hanno i cittadini segnalati nei Sic? A queste e altre domande rispondono le Faq (Frequently Asked Questions) del Garante Privacy sui SIC, disponibili da oggi sul sito dell'Autorità.
I SIC sono banche dati private che raccolgono da banche e intermediari finanziari informazioni su finanziamenti e su comportamenti di pagamento consentendogli poi di valutare l’affidabilità creditizia dei clienti.
I SIC sono gestiti da società private specializzate come CRIF, Experian, CTC e Assilea e regolati dal Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti dai soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, approvato dal Garante per la protezione dei dati personali (provvedimento n. 324 del 6 ottobre 2022), a differenza della Centrale dei Rischi pubblica, gestita dalla Banca d’Italia e disciplinata dalla specifica normativa di settore.
Banche e intermediari finanziari consultano e alimentano i Sic per valutare l’affidabilità nei pagamenti di cittadini e imprese. Tali banche dati contengono, infatti, le richieste di credito, le informazioni relative ai pagamenti regolari (informazioni di tipo positivo), e quelle riguardanti ritardi e inadempimenti (informazioni di tipo negativo).
Possono accedere ai SIC, solo per consultare le informazioni presenti, anche società telefoniche, compagnie assicurative e fornitori di energia. Il trattamento dei dati si basa generalmente sul legittimo interesse e non richiede il consenso della persona le cui informazioni sono registrate nei Sic. In occasione del primo ritardo nei pagamenti è previsto l’invio all’interessato di un preavviso di segnalazione nei SIC almeno 15 giorni prima che tale ritardo sia visibile nella banca dati.
I tempi di conservazione variano da 90 giorni fino a 60 mesi, in base alla tipologia del dato. I cittadini possono chiedere l’accesso, la rettifica e la cancellazione dei dati e in caso di violazioni o risposte insoddisfacenti rivolgersi all’Organismo di Monitoraggio dei SIC o al Garante della privacy.
(info: Newsletter n. 554 del 23 ottobre 2026 Garante Privacy)